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Uno spazio sospeso nel tempo dove succedono cose belle

Il Circolo ACLI Terre e Libertà non si trova facilmente. Succede così con le cose preziose. Al 7 di via Don Bosco ci si va solo se si sa cosa cercare. Ma quando ci si arriva, si capisce subito di essere in un gran bel posto. Sospeso nel tempo. È lì dal 1946. È stato il primo a Milano. È nel cuore del quartiere di San Luigi, che prende il nome dalla piazza, nascosto tra le vie dietro lo scalo ferroviario di Porta Romana, dove in passato abitavano le famiglie dei ferrovieri. L’atmosfera che si respira è quella di un piccolo paese.

 

La storia del primo circolo Acli di Milano

Luca è un volontario della prima ora, animatore di progetti fuori e dentro il circolo, aclista e cooperante. Tanti ruoli che, in molti casi, hanno avuto il “circolino”, con il suo bancone vintage e il giardino con la vigna (e l’uva da cogliere a settembre), come scenario. Luca è anche il narratore di storie che incrociano un prima e un dopo: del posto, dei suoi avventori e dei suoi protagonisti. «È il 2017 quando un gruppo di giovani gravitanti attorno al mondo delle ACLI si innesta sulla storia del Circolo San Luigi», racconta. All’inizio i cambiamenti sono stati minimi: in primis il nome, “Circolo Terre e Libertà”, che convive con il vecchio. «Nessuna grande novità, ma solo azioni mirate al rilancio di un posto un po’ fermo nel tempo».

 

Piccole modifiche alla struttura e cambio di prospettiva

Al cambio del nome è seguita la ristrutturazione degli spazi di servizio e qualche miglioria alle sale: piccole modifiche, giusto per valorizzare quello che già c’era. In compenso «i lavori sono stati supervisionati da un esercito di “umarell” che hanno commentato, giudicato, disapprovato, consigliato, supportato e infine approvato ogni cambiamento», sorride. Luca racconta che sin dall’inizio l’obiettivo è stato quello di tessere quante più collaborazioni possibili, con uno sguardo rivolto a un futuro che non si scorda di tutto ciò che è stato fatto, per capire quanto ancora c’è da fare. L’altro aspetto importante è stata la cura delle relazioni con l’esterno.

Un luogo nuovo (che esiste da più di settant’anni) dove si fanno cose belle

Il “nuovo circolo” ha visto così l’alternarsi di nuovi interlocutori: da Fondazione Cariplo alla Social Street, dal Comune di Milano ai privati che lo hanno scelto per festeggiare ricorrenze particolari. Vecchi amici e nuovi sostenitori sono la sua linfa vitale. Negli ultimi anni è diventato famoso per essere «un luogo nuovo dove si fanno cose belle»… se poi questo “luogo nuovo” ha più di 70 anni, poco importa, anzi, è proprio questa la sua forza. Così come l’incontro tra generazioni, il rispetto delle differenze e la cura nelle relazioni. Grazie a un paziente lavoro sul territorio, oggi il Circolo Terre e Libertà è un luogo più aperto di quanto non fosse diventato negli ultimi anni.

 

Circolo Terre e Libertà, uno spazio di aggregazione per associazioni e cittadini

Le sue porte ora sono spalancate! È diventato uno spazio di aggregazione per le attività delle associazioni e dei gruppi di cittadini del posto per rafforzare le proposte che qui trovano possibilità di esprimersi. Come tutte le avventure, la bellezza sta nel percorso. I compagni di viaggio all’inizio sono stati diversi, ragazzi di Terre e Libertà e Ipsia (i progetti di cooperazione internazionale di Acli). «I volontari arrivano in San Luigi animati dalla volontà di portare nuova linfa ed energie. ACLI sostiene entrambi i gruppi e li accompagna in questo percorso». Poi sono arrivati «gli amici degli amici ad allargare la famiglia».

 

Nuove energie per ripartire, ma oggi è tornato a splendere il sole

Come in tutti i viaggi, pur belli che siano, dopo un po’ può succedere di sentire un po’ di fatica, data dal tempo, dal gruppo originario che cambia, da qualche piccolo problema di gestione. Luca parla di questo periodo con inevitabile rammarico ma, soprattutto, con la convinzione che questa sia stata solo una fase passeggera, certamente funzionale a un necessario rinnovamento. «Per ripartire sono state necessarie nuove energie», racconta Luca. Oggi il sole sta tornando a splendere. Il Circolo Terre e Libertà è orgoglioso del suo ruolo di “posto del quartiere”. Il territorio che è fatto di persone, storie e tanta “competente bellezza” ha ricominciato a frequentarlo ancora di più, riconoscendolo come un proprio spazio nel quale potersi anche fare promotori di nuove iniziative, oltre che un luogo nel quale trovare risposte ai propri bisogni.

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