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VerdeFestival, l’associazione che ha fatto rifiorire le ex docce di Rogoredo

Da qualche mese, nello spazio verde intorno alle ex docce di Rogoredo è fiorito un giardino condiviso. «Sapevo di avere degli amici che si sono lavati qua, ma non pensavo così tanti. L’ho scoperto il giorno dell’inaugurazione». A parlare è Carlo Maccione, presidente insieme ad Alberto Tavazzi di VerdeFestival, l’associazione che a marzo di quest’anno si è aggiudicata il bando del Comune di Milano per la gestione di un bene comune che avrebbe potuto trasformarsi in un mostro di abbandono e degrado. Oggi, invece, l’erba è tagliata, le piante curate e i cancelli sono aperti a tutti gli abitanti, del quartiere e della città. Tra le attività in programma nel mese di giugno, un corso di “Scrittura scomposta”, uno spettacolo di cabaret musical-circense, un gioco-laboratorio per bambini, un mini-corso di taglio e cucito e una giornata aperta per abbellire tutti insieme il giardino.

 

Rogoredo, un paese in città nato intorno alla Redaelli

Entrando a Rogoredo, la dimensione che si respira è quella di un paese. Le vie sono strette e portano tutte alla piazza dove svetta la chiesa, le case sono basse e alcuni negozi hanno ancora l’aria delle vecchie botteghe. «Un paese in città, che si è sviluppato attorno all’acciaieria Redaelli, dismessa negli anni ’80», racconta Maccione. «Il quartiere è nato chiuso. Da un parte c’era lo stabilimento di circa 10 mila metri quadri, dall’altra c’era l’altro della Montedison, poi la tangenziale Est, il cavalcavia Pontinia che esiste dagli anni ’30 e la ferrovia che c’è dal 1800. Questa configurazione è rimasta tale fino al 2009. Tutto quello che è sorto in quartiere era funzionale al quartiere stesso. I principali servizi sono nati come emanazione dell’acciaieria, come il centro sportivo, la scuola media e anche il supermercato Coop, nato dalla fusione di due cooperative di consumo, una dei lavoratori delle ferrovie, l’altra di quelli della Redaelli, di nuovo. Fino agli anni ’60 a Rogoredo non c’era una famiglia che non avesse almeno un dipendente alla Redaelli.

Riconversione e rinascita di un bene comune

Dopo 75 anni di onorata carriera, il 15 novembre del 2015 le docce pubbliche di Rogoredo hanno chiuso definitivamente i battenti. Da qui saranno passate centinaia di migliaia le persone, ma nell’ultimo periodo qualcuno ha iniziato ritenere incompatibile la presenza dei suoi utenti con la vicina scuola elementare. Alla fine, dopo anche un percorso di mediazione, il Comune ha deciso di accogliere l’istanza dei genitori. Pur non condividendone la chiusura, VerdeFestival, l’associazione nata nel 2011 nei giardini di Rogoredo e promotrice dell’iniziativa Cortili in VERSI, si è subito resa disponibile. Meglio occuparsene e trasformare questo luogo in centro d’aggregazione piuttosto che lasciarlo in stato d’abbandono.

 

Grazie a un bando oggi è nato un giardino condiviso

All’inizio dell’anno, i 700 metri quadri che circondano la struttura sono stati messi a bando per la creazione di un giardino condiviso con utilizzo funzionale degli spazi interni (magazzino e servizi igienici). A marzo è uscita la graduatoria e il 16 aprile c’è stata l’inaugurazione. All’associazione non dispiacerebbe gestire anche la parte interna dell’edificio e, in teoria, avrebbero già in mente alcune attività da proporre, specialmente nel periodo invernale, ma per il momento non è possibile, perché questo comporterebbe la ristrutturazione della palazzina. Loro comunque non si danno per vinti e stanno già sondando il terreno per capire la strada da percorrere.

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Bellastoria, Corvetto