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Storia raccolta ed elaborata dalla classe Seconda C - Liceo scientifico G. Marconi di Milano

Marzia Dolci: «Ripartire dai bambini per garantire un futuro migliore al Giambellino»

Marzia Dolci dedica gran parte della sua vita ai bambini del Giambellino. La si trova spesso alla Scuola primaria Narcisi, dove fa volontariato in biblioteca. Sempre nella stessa scuola hanno luogo le lezioni della società polisportiva per cui lavora, che si occupa di arti marziali, l’ASD Budosan. In questo quartiere ci abita fin dalla nascita. Per dieci anni si è trasferita in Zona Maciachini-Bovisa, ma poi ha deciso di tornare sui propri passi. La vita in Giambellino non è certo facile, ma anche se alcuni aspetti non sono il massimo, altri lo rendono un quartiere in cui si vive bene. Lei lo trova molto simile al suo carattere, aperto ed espansivo, con ampi spazi di condivisione.

 

“Teoria del bello”, la ricetta contro il degrado

Come sempre in ogni cosa, ci sono alti e bassi. Marzia pensa che in Giambellino bisognerebbe lavorare di più sulla sicurezza, la civiltà e la pulizia. Ma crede anche profondamente nella “teoria del bello”: un posto curato suscita rispetto e ammirazione nei confronti della gente e ha quindi meno possibilità di essere deturpato. Mentre un luogo trascurato e decadente quasi incita le persone a peggiorarlo ulteriormente, perché tanto non c’è nulla da perdere. «La verità è che il degrado deriva anche da noi, è nostra responsabilità ed è per questo che dovremmo essere noi a rimediare, perché la repressione non serve, bisognerebbe scegliere la via del dialogo e della comunicazione».

 

Partire dai bambini per garantire un futuro migliore al quartiere

In futuro, Marzia desidererebbe una convivenza civile più equilibrata, che potrebbe essere raggiunta grazie a dei mediatori di strada, che si dovrebbero occupare di far capire con le buone maniere ciò che è sbagliato. Un primo passo sarebbe partire dai bambini, che sono una porta di comunicazione e un aggancio diretto con gli adulti. Un altro aspetto da curare sono gli immigrati: la mancanza di interesse rispetto alla loro inclusione è un’ingiustizia. Guardando a quello che succede oggi, per legge un bambino straniero deve essere inserito nella classe di riferimento in base alla sua età, senza contare che potrebbe avere difficoltà d’apprendimento della lingua italiana, e che ciò potrebbe diventare causa di disagio, tristezza, rabbia e frustrazione.

Il Giambellino è unico: «Certe cose possono accadere solo qui»

È un quartiere molto speciale il Giambellino che ci viene descritto da Marzia, un luogo complesso e stimolante, una periferia unica con un impareggiabile sapore di paese e di genuino. Certe cose possono accadere solo qui. Uno dei suoi ricordi indelebili è la Sfilata del Giglio, una processione di stampo napoletano, durante la quale le persone sorreggevano, tra musica e balli, una Madonna di legno, il giglio, sulle spalle. «Un anno è venuto anche Nino D’Angelo!».

 

Perché anche lo sport è importante

L’ASD Budosan è un veicolo di buona conoscenza e convivenza che fornisce agli allievi l’occasione di imparare uno sport e di ammorbidirsi nel contatto fisico con gli altri. Il judo è per tutti, e proprio per questo chi ha difficoltà (economiche o cognitive) è sostenuto dalla Fondazione Laureus tramite preziose borse di studio.

 

Vivere la scuola dell’interno

Marzia vive la scuola dall’interno immergendosi completamente, perché «non è solo un posto dove lasciare i bambini la mattina e venire a prenderli il pomeriggio». Incontra nella stessa giornata persone di culture e livelli sociali diversi ed è questo ciò che la affascina: la varietà. Per mezzo dei bambini si incrociano mondi apparentemente agli antipodi e hanno la possibilità di incontrarsi e confrontarsi. Questo le concede di avere una visione a trecentosessanta gradi del quartiere.

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Bellastoria, Giambellino