#giambellinobellastoria #lascuoladeiquartieri

Storia raccolta ed elaborata dalla classe Seconda C - Liceo scientifico G. Marconi di Milano

In Giambellino non servono grandi gesta, ma piccole azioni quotidiane

«Andare a scuola diventa un’impresa davvero difficile quando a casa non hai un aiuto, qui ci servono i vocabolari per i ragazzi». Parla don Renzo Marnati, dal 2005 parroco della Parrocchia Santo Curato d’Ars in Largo Giambellino 127. Arrivato qui senza alcuna conoscenza del territorio, la sua prima impressione è stata quella di un ambiente interessante, ricco di persone e di disponibilità, ma dove purtroppo non si muoveva nulla. Nella Parrocchia, oltre a tutto ciò che riguarda la vita religiosa, si occupa anche della gestione economica, ed è una figura fondamentale per «mettere insieme tutti i pezzi».

 

Una comunità attiva di fronte ai bisogni delle persone

È proprio lì che incontra una grande varietà di persone, diverse ogni anno per nome e provenienza ma con esigenze pressoché comuni. Per soddisfare almeno parzialmente questi bisogni, da tempo sono stati introdotti nella comunità attività e servizi come quelli offerti dalla Caritas, che si occupa della distribuzione di pacchi viveri mensili, coprendo attualmente 140 famiglie. È stato attivato un Centro di Ascolto rivolto ad anziani che hanno bisogno di sostegno e accompagnamento – tra le varie cose – per le loro visite mediche data la difficoltà negli spostamenti. Inoltre, più di 70 studenti di origini straniere frequentano il Doposcuola per il supporto compiti. Sono state realizzate numerose iniziative, alcune delle quali sono ormai state sospese, come la distribuzione di indumenti e la biblioteca per bambini e ragazzi, i cui libri, scelti personalmente da don Renzo, erano molto apprezzati.

Giambellino, un quartiere che deve uscire dai propri limiti

È vero che il tentativo di mobilitare il quartiere è in corso, ma c’è da dire che il Giambellino è un luogo “limitante” e bisognerebbe uscire dai suoi confini. «Li abbiamo portati in Duomo e sembrava si trovassero in Australia», racconta don Renzo mostrando il desiderio dei giovani studenti del Doposcuola di una conoscenza più estesa del mondo che li circonda. Su questo si può e si deve lavorare. «Alcune cose segnano il passaggio del tempo»: è il caso della Celebrazione dei matrimoni, passati dall’apice di 99 celebrazioni negli anni 70 giunti a 0 nel 2016.

 

Non grandi gesta, ma piccole azione che migliorino la vita quotidiana

Don Renzo vede ancora nelle persone che incontra la voglia di lavorare insieme, ma manca a suo parere la capacità d’impresa, cioè la volontà da parte di qualcuno di prendere iniziativa e agire. Come per il caso della “Trattoria popolare”, un progetto tanto discusso, ma la cui realizzazione non è ancora avvenuta, venendo meno una figura imprenditoriale che faccia da leader per il progetto. Trattoria che si racconta come un luogo tranquillo, dove poter mangiare, incontrare persone e passare del tempo a prezzi accessibili. Ciò che sente vicino è la realizzazione dei sogni nonché la soddisfazione di semplici necessità. Ad esempio per quanto riguarda le donne, il bisogno di essere ascoltate ad uno sportello e studiare l’italiano in orari e luoghi più convenienti. «Al Giambellino non servono grandi gesta, al momento ha bisogno di piccole azioni che facilitino la vita quotidiana».

Category
2. Giambellino e dintorni, Bellastoria