#giambellinobellastoria #lascuoladeiquartieri

L’arte con uno sguardo rivolto al quartiere

Per anni, la vetrina di via Giambellino 71 è stata quella di un colorificio. Da tre, il negozio è diventato Il Colorificio. La bottega di quartiere del signor Francesco Follini, ha subito una mutazione filologica, passando dall’essere un punto vendita di vernici a un luogo ibrido, fatto per accogliere e generare arte. A dargli la forma di uno spazio-progetto, il collettivo curatoriale formato da Michele Bertolino, Bernardo Follini – nipote di Francesco – e Giulia Gregnanin (a cui poi si è unito Sebastiano Pala in veste di project manager). «C’era uno spazio. La voglia di realizzare qualcosa insieme. Un progetto di ricerca e sperimentazione che potesse sostenere artiste e artisti, esplorando e dilatando la pratica curatoriale.». È così che nel 2016 è nato Il Colorificio.

 

L’arte con uno sguardo rivolto al Giambellino

La componente performativa è basilare ed è protagonista anche de L’Ano Solare, il nuovo programma annuale di mostre, talk, screening e performance che ha preso il via a novembre 2019. Anche se i loro progetti non sono direttamente pensati come sociali, di fatto generano un impatto su chi abita in Giambellino. Uno scatto in avanti rispetto al modus operandi tipico del mondo dell’arte più istituzionalizzato. Come? Introducendo nuove forme di azione politica capaci di ritagliare dei luoghi inclusivi e aperti. Come? Con il coinvolgimento di artisti con lo sguardo rivolto al quartiere. «L’intenzione è quella di lavorare con persone che vedano nell’arte un medium per coinvolgere e comunicare con chi vive e frequenta lo spazio urbano, nel nostro caso specifico questa zona di Milano».

 

Come l’arte performativa è entrata dal fruttivendolo

Ad esempio, una delle ultime performance si è svolta, in parte, nel negozio di frutta e verdura che si trova al civico 67. «Siamo vicini di casa, a dividerci c’è solo il kebabbaro, da cui peraltro tutti i nostri ospiti di solito si rivolgono per bere una birra». Tra mele, pere, arance e pomodori, l’artista Caterina De Nicola leggeva un testo attraverso il quale permetteva al pubblico di visualizzare quadri appesi alle pareti, come in una mostra virtuale fruibile solo attraverso la narrazione e l’immaginazione.

Un progetto curatoriale in dialogo con il quartiere

«Il nostro è un lavoro di traduzione e cerchiamo di farlo di volta in volta con gli artisti che invitiamo in Giambellino. Ci troviamo qui per una fortunata coincidenza. Il nonno di Bernardo aveva questo negozio, quando lo ha chiuso è stato per diverso tempo con la saracinesca abbassata. Da parte mia, sono affezionatissimo a questo quartiere. Sono cresciuto nel Ticinese degli anni ‘90, durante l’accademia mi sono trasferito in questa zona. Avere uno spazio, ad un prezzo agevolato, nel quartiere dove ci siamo formati come persone e come professionisti dell’arte, ci ha condotto in maniera quasi spontanea a pensare al nostro progetto in dialogo con ciò che lo circonda», spiega Sebastiano.

 

Il Colorificio camaleontico: l’esperimento di Tamara MacArthur

Come è successo con “If You Believed in Me”, la performance di Tamara MacArthur che ha travestito lo spazio espositivo con un’architettura di carta velina colorata e legno, trasformando l’ambiente neutro de Il Colorificio in una “somateca”, un archivio di finzioni politiche vive, all’interno del quale il corpo esposto aveva un ruolo centrale. I curatori spiegano che la presenza dell’artista ha generato una certa curiosità nei passanti e negli abitanti.

 

Una sana forzatura dei confini della quotidianità

Le reazioni sono state tra le più disparate: all’inizio alcuni hanno pensato che stesse per aprire un nuovo centro massaggi. Alcune donne, vedendo che una ragazza, sola, passava diverso tempo in questo spazio sono entrate per scambiare quattro chiacchiere, chiedere cosa stesse facendo. Altre persone l’hanno invitata a casa per mangiare insieme o passare del tempo con lei. «Per capire le dinamiche che regolano un paese, talvolta può essere utile creare uno spaesamento». Posto che i quartieri non sono così dissimili dai piccoli paesi, l’operazione che i ragazzi de Il Colorificio hanno messo in atto in Giambellino, assomiglia a una sana forzatura dei confini della quotidianità. Quest’anno con L’Ano Solare. L’anno prossimo chissà…

Category
2. Giambellino e dintorni, Bellastoria