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Libri in Giambellino, uno spazio di diffusione della lettura

Negli anni in questo quartiere sono diminuiti gli spazi dove acquistare libri, mentre il prezzo di copertina dei libri è sempre più fuori dalla portata degli abitanti. Abbiamo deciso di dare vita a una libreria di usato, dove procurarsi libri selezionati a un prezzo compreso tra i 2 e i 5 euro, con progetti rivolti all’infanzia (laboratori), agli anziani (gruppi di lettura), a chi legge in lingue differenti dall’italiano e a chi vuole esprimersi con la parola stampata. Il nostro progetto andrà a creare uno spazio di diffusione della lettura, di espressione e socialità. L’accesso alla lettura favorirà quella possibilità di “immaginarsi diversamente”, di cui parlava il fondatore di Rinascita Guido Petter.

 

Qual è la vostra storia?

Siamo quattro amici di diverse età, diversissimi per gusti, storie di vita ma accomunati da un’esperienza: la libreria Scaldasole di via Scaldasole 1, nata nel 2013 e reinventata negli anni per tenere la rotta, in uno spazio di libri usati, prezioso e speciale, libreria di quartiere aperta a tutti, luogo umano per fare quattro chiacchiere e farsi scegliere da un libro. Sì, proprio quello nascosto là sullo scaffale, l’ignoto che non cercavamo e non sapevamo che esistesse. C’è chi conosce tutto ma proprio tutto dello scibile umano, c’è chi è capace di insegnare, chi conosce bene i bambini e i loro gusti e chi smanetta al computer.

 

Come è nata l’idea di Libri in Giambellino?

«Mamma mia quanti libri ma dove li mettiamo?».

«Nooo, libri in russo, in inglese Scusate ma perché non aprire una libreria in un luogo multilingue dove ricreare la magia?».

«Dai sì e dove?».

«Ma in Giambellino, dove cera il drago e forse c’è ancora!».

«Ma dai la gente ha voglia di sognare, di evadere, di studiare o pensare al passato. Non vedi che occhi stanchi incontri sul 14?».

«Eh sì. però il Giambellino è tosto e potremmo trovare sorprese e benedizioni nascoste».

«Dai sì, ci sto anchio e poi possiamo sentire Roberto, Antonella, Carlo, i ragazzi della Casetta Verde».

 

Che cosa vi state portando a casa dal percorso di formazione avanzata?

Studiare, pensare, sentirsi chiamare ragazzi è certamente una fatica. Però è anche un’occasione per dare ordine e sistemare le nostre idee. Quante litigate nel riportare i temi su cui lavorare: le interviste, il co-design, il prototipo, il budget! «Eh no, guarda che io voglio dare spazio all’autoproduzione, a chi vuole fare riviste, a chi vuole scrivere, senti io voglio cominciare dall’alfabeto dalla lettura!». «Allora quando partiamo?». «Si ma siamo d’accordo?». «Tutti devono studiare le dispense, non pensate che debba essere l’unica!». «Dai va bene ma spiegami gli Investimenti e l’ammortamento».

 

Che impatto vorreste che il vostro progetto avesse sul Giambellino?

Dolcemente cammineremo sulle strade che per diverse storie conosciamo assai bene, con umiltà abiteremo e allestiremo uno spazio come il luogo delle meraviglie, parleremo “el milanes”, lo spagnolo, il francese e l’arabo e anche l’inglese. Anziani con gli anziani, bambini con i bambini, assaporeremo insieme agli abitanti del Giambellino, gli racconteremo storie e loro ci racconterete le proprie. Non vediamo l’ora di fare innamorare tutti dei nostri libri. Un libro per ritrovarsi, per conoscere e per sognare.

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2. Giambellino e dintorni, Buonaidea