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Mervat: «Fare gruppo con i corsi di lingua araba a Mercato Lorenteggio»

«Vedete queste persone?» Mervat fa un gesto ampio con la mano per indicarci un gruppo di mamme velate che attende l’uscita dei figli da scuola. «Molte di loro hanno un titolo di studi. Alcune hanno lavorato per anni ricoprendo ruoli di responsabilità. Come me, che a Il Cairo ho studiato da commercialista ed ero a capo di un ufficio finanziario del Governo. Ma questa era la mia vita in Egitto, prima di venire in Italia».

 

Piccolo bilancio di una stagione di vita

Migrante per amore di colui che oggi è il suo italianissimo marito, Mervat vive la città meneghina da più di dieci anni, ripercorrendo i quali tira un piccolo bilancio di una stagione di vita. «Con i numeri ci so fare e ho studiato l’arabo classico, l’inglese e l’italiano. Ma qui non sono mai riuscita a trovare un lavoro che abbia a che fare con il mio percorso. La mia situazione, però, è straordinariamente fortunata, perché lo stipendio di mio marito basta per mantenere tutta la famiglia e non ho bisogno di accettare un lavoro manuale. Tra il volontariato e l’impegno di mio figlio – che è la mia vita – adesso mi sono abituata a non lavorare, però i primi tempi pensavo di diventare matta: non mi mancava solo il fatto di avere un’occupazione e uno stipendio, ma soprattutto il gruppo, il fatto di essere riconosciuta».

Tempo libero tra volontariato e aspirazioni personali

«Il tempo da sola a casa senza fare niente è una cosa brutta», prosegue. Per questo motivo, che tradotto in chiave positiva mette a fuoco il bisogno di coltivare una dimensione sociale e il desiderio di aiutare chi è meno fortunato di lei, da un paio d’anni Mervat si dedica alle persone più bisognose che incontra. «Aiutando le mamme a iscrivere i figli a scuola, vedendo i loro documenti, ho capito che in quartiere c’è tanta povertà. Cerco di dare una mano facendo delle piccole traduzioni per le persone di lingua araba che hanno bisogno di svolgere le cose quotidiane come andare dal dottore, fare la spesa: scrivo le parole di cui hanno bisogno su un bigliettino, sia in italiano che in arabo, così che possano comunicare ciò che vogliono dire».

 

I corsi di lingua araba come occasione di incontro

Col tempo la lingua è diventata per Mervat un’occasione di incontro, fino a diventare una figura di riferimento per almeno due delle iniziative alle quali oggi dà vita insieme ad alcune delle associazioni e delle cooperative del quartiere: «I bimbi di origine araba nati in Italia, in famiglia imparano la lingua parlata dai loro genitori, ad esempio l’egiziano o il marocchino, che sono varianti locali, potremmo dire dialetti, che non si capiscono tra loro», dice raccontando la sua esperienza con la Ludoteca linguistica. «Insegniamo loro l’arabo classico, sia parlato che scritto, perché può aiutarli oggi a capire meglio le loro origini e può essere utile domani per trovare un lavoro». E poi? «Poi organizziamo gli Aperitivi in lingua araba al Mercato Lorenteggio, dove insegniamo l’arabo alle persone italiane, in modo adatto al livello di ciascuno. Gli adulti hanno un grande desiderio di imparare! Elena, una delle ragazze che ha seguito tutto il percorso, ad esempio, adesso mi scrive in arabo i messaggi su whatsapp».

 

Una bella idea per aiutare chi vive in Giambellino

«Alle persone del Giambellino – Lorenteggio manca lavoro. Tanti uomini in questi anni lo hanno perso perché le loro aziende hanno chiuso. Tante delle donne che vedi sanno fare molte cose e cercano lavoro per aiutare la famiglia, ma non sanno da dove cominciare. Mi piacerebbe dare vita a un servizio che sia il punto di incontro tra chi ha bisogno della pulizia di casa, di una cura di bellezza, di cose così e chi è capace di farlo e ha bisogno di farlo ma non conoscono le persone né la strada giusta».

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2. Giambellino e dintorni, Bellastoria