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Milano Mediterranea, centro d’arte partecipata in Giambellino

Il quartiere Giambellino è abitato da diverse comunità di cittadini, spesso chiuse al proprio interno e che non hanno spazi e momenti di incontro reale. Milano Mediterranea è un centro d’arte partecipata, dove tutti i cittadini del quartiere diventano protagonisti attivi della programmazione e produzione culturale, attraverso progetti artistici partecipati e co-progettazione di un festival di quartiere. Questo percorso vuole creare spazi d’espressione e partecipazione inediti e l’attivazione di percorsi di inclusione, con attenzione particolare alle fasce più deboli della cittadinanza: adolescenti e anziani. Milano Mediterranea è promosso da un gruppo di artisti dell’arco mediterraneo e ha come partner privilegiati il Teatro La Creta e Mercato Lorenteggio.

 

Qual è la vostra storia?

Milano Mediterranea nasce dallunione, nella vita professionale e privata, di Anna Serlenga, regista teatrale, ricercatrice e Rabii Brahim, attore professionista, musicista e performer. Il terreno di lavoro sul quale ci siamo incontrati è la creazione di progetti performativi partecipativi in territori complessi. Dopo sette anni di lavoro condiviso in Tunisia, dove abbiamo fondato Corps Citoyen, un collettivo artistico pluridisciplinare insieme ad altri tre amici e colleghi, siamo tornati in Italia, a Milano. Milano Mediterranea nasce dalla volontà di radicare le nostre esperienze professionali nel territorio cittadino, con un ancoraggio preciso ad un quartiere popolare come il Giambellino.

 

Come è nata l’idea di Milano Meditarranea?

Milano Mediterranea nasce dallidea che la nostra città sia parte ormai dellarco mediterraneo grazie alle recenti migrazioni che lhanno trasformata in un luogo di incontro e scambio tra culture. Milano Mediterranea si pone lobiettivo, però, di contribuire a modificare la narrazione sulla migrazione, che vede ancora oggi “i migranti” come oggetto del discorso, e si propone di operare uno spostamento da oggetto a soggetto, dove le comunità di nuovi cittadini diventino protagonisti della produzione culturale.

 

Che cosa vi state portando a casa dal percorso di formazione avanzata?

La formazione avanzata ci sta aiutando moltissimo a mettere il progetto “a terra”, trasformarlo in una realtà concreta, attraverso esercizi e incontri. Noi, che abbiamo una formazione da artisti, abbiamo sempre pensato di essere carenti dal punto di vista organizzativo, economico, produttivo e la formazione ci sta aiutando molto a mettere a fuoco le alleanze professionali che dovremo stringere per rendere il progetto durevole e più forte.

 

Che impatto vorreste che Milano Mediterranea avesse sul Giambellino?

Il quartiere Giambellino è abitato da diverse comunità di cittadini spesso chiuse al proprio interno e che non hanno spazi e momenti di incontro reale. Milano Mediterranea sarà un centro darte partecipata, dove tutti i cittadini del quartiere diventeranno protagonisti attivi della programmazione e produzione culturale, attraverso progetti artistici partecipati e co-progettazione di un festival di quartiere. Questo percorso vuole creare spazi despressione e partecipazione inediti e lattivazione di percorsi di inclusione, che si mettono in rete con quanto sul territorio già esiste a cavallo tra il mondo del sociale e quello della produzione culturale.

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