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Moneta Milano, la nuova cerniera urbana e sociale tra Affori e Bovisa

Via E.T. Moneta. Le due iniziali puntate stanno per Ernesto Teodoro. Siamo tra Affori e Bovisa, periferia nord di Milano. Qui un tempo era tutto un brulicare di fabbriche e operai, oggi è rimasto solo qualche capannone a ricordare ai passanti la città che fu. E proprio qui, in fondo alla strada, sorge il nuovo complesso residenziale di housing sociale “Moneta” che del giornalista, nonché unico italiano ad aver vinto il premio Nobel per la Pace, porta il nome.

 

Moneta: un nuovo modo di abitare la casa

I palazzi, freschi di costruzione, occupano lo spazio di un’ex area industriale affacciata sul grande parco di Villa Litta che ospita anche la storica biblioteca comunale. Le principali innovazioni del progetto sono il co-living e la co-residenza, due nuovi modi di abitare la casa basati sulla condivisione di spazi e servizi che si integrano con l’offerta di 300 nuovi alloggi a prezzi calmierati.

Sia gli appartamenti che tutte le dotazioni presenti all’interno del progetto, come spazi comuni e aree verdi attrezzate, sono state pensate per creare occasioni d’incontro e accrescere le relazioni. Ulteriore innovazione è la presenza del gestore sociale, un riferimento costante per gli abitanti sia per le questioni più legate alla manutenzione e permanenza nell’alloggio che agli aspetti  di socialità.

 

«Le persone imparano a pensarsi come una comunità di abitanti»

«Una delle funzioni dell’housing sociale è quella di costruire pezzi di città». Questa la visione di Fondazione Housing Sociale, advisor tecnico sociale del Fondo Immobiliare di Lombardia, gestito da REDO SGR, promotore di questo e numerosi altri interventi di housing sociale sul territorio regionale. «La permeabilità viene costruita insieme alle persone che sono accompagnate nell’attivazione di iniziative e servizi per gli abitanti stessi in connessione con il quartiere».

 

Il ruolo del gestore sociale e della Fondazione

In questo percorso di «riconoscimento delle relazioni» gli abitanti sono seguiti dal gestore sociale che li aiuta a «fare palestra di un abitare diverso». Mentre Fondazione Housing Sociale interviene in questo processo accompagnando, per il primo anno e mezzo dall’insediamento, il percorso di start up della comunità.

Moneta Milano, “cerniera” urbana tra Affori e Bovisa

Il progetto occupa uno spazio sulla linea di confine tra il quartiere e quello che un tempo è stato uno dei più importanti poli industriali di Milano. «Moneta è una cerniera urbana: completa Affori e si snoda sulla Bovisa e corrisponde all’ultimo triangolo per completare questa porzione di città», spiegano dalla Fondazione. «Ma è anche una cerniera sociale». Presto qui si passerà da zero ad oltre 750 abitanti, in pratica sta nascendo un nuovo quartiere.

 

Vivere a Moneta: per accedere criteri economici e intenzionali

I futuri abitanti di Moneta per ottenere una casa qui devono rispondere a un avviso pubblico. «Alla base della selezione ci sono dei criteri di accesso, non solo di tipo economico ma anche intenzionali. Vengono valutati sia il bisogno abitativo – che rimane quello primario visti i costi dei canoni a Milano – ma anche la disponibilità a un abitare dinamico in un contesto pieno di sollecitazioni. Gli abitanti in fase di selezione vengono invitati a partecipare ad un incontro durante il quale viene raccontato il progetto nel suo complesso: gli aspetti architettonici e gli spazi comuni, la comunità allargata e i servizi abitativi, la gestione sociale e il progetto di accompagnamento alla comunità.

 

La funzione sociale di Moneta Milano

«Già da questo momento inizia il processo di ingaggio e si iniziano a prefigurare degli scenari futuribili di collaborazione tra abitanti che vadano nella direzione di assecondare le aspirazioni e i bisogni degli abitanti stessi», racconta Chiara Galeazzi, responsabile per la Fondazione del percorso di start up di Moneta. In sintesi ciascuno porta le proprie competenze a disposizione degli altri. In questo senso il nuovo quartiere svolgerà una funzione di cerniera non solo urbana ma anche sociale.

 

Housing sociale, un processo di costruzione della comunità

Al momento si è ancora in una fase iniziale del progetto perché stanno iniziando adesso a trasferirsi i primi abitanti. «L’afflato della costruzione della comunità va sempre bilanciato con la complessità dell’abitare: gli aspetti economici e il rapporto con la proprietà, la manutenzione, le relazioni tra vicini» spiega Laura De Micheli della cooperativa Dar=Casa, responsabile, come gestore sociale, delle attività di community management. Col tempo ci si aspetta che questa energia e queste pratiche collaborative, una volta innescate all’interno, sfondino gli spazi condominiali e contagino il quartiere circostante.

 

Promozione sul territorio e costruzione di relazioni di prossimità

Quella di Affori infatti è una zona ricca di realtà associative, il cui perno è la biblioteca di Villa Litta. Per questo il progetto non è atterrato in quartiere come un asteroide, ma nel periodo pre-Covid ci sono stati alcuni momenti di promozione sul territorio e un lavoro di costruzione di relazioni di prossimità che hanno coinvolto la biblioteca e altre realtà del quartiere.

 

Sistema comunitario terreno fertile per dinamiche di collaborazione

All’interno del progetto interviene anche un bando di Fondazione Cariplo che sostiene enti del terzo settore interessati a proporre progetti residenziali che siano risorsa per i propri utenti, per la comunità di Moneta ma anche un’opportunità di connessione con il quartiere a partire proprio dalle loro reti locali. «I processi di partecipazione possono favorire il nascere di soggetti nuovi, per esempio abitanti che si organizzano in associazioni, comitati che sostengono poi con una certa autonomia lo sviluppo di varie iniziative. In altri progetti di housing sociale, è una realtà che si siano create delle sinergie parallele sia intenzionalmente che in maniera casuale. Certo è che lo stare dentro a un sistema comunitario può facilitare delle dinamiche di collaborazione che in altri contesti farebbero più fatica a nascere», racconta ancora Laura.

 

Housing sociale: accelerare di processi che comunque potrebbero accadere

«Si sta parlando di cose che potrebbero accadere in qualsiasi altro contesto – orti comuni, servizio di babysitteraggio, ciclofficina – solo che qua accadono in maniera più consapevole, per il supporto che viene dato alle iniziative che provengono dalla comunità ma anche per gli spazi fisici e virtuali di cui gli abitanti dispongono, dal living comune agli orti, dalla app di quartiere agli spazi aperti attrezzati. La sfida dell’housing sociale è l’accelerazione di processi che comunque potrebbero accadere. In questo il Covid paradossalmente ha aiutato perché in molti casi ha fatto riscoprire alle persone l’importanza del vicinato e ha dimostrato che a Milano c’è una grande disponibilità delle persone a mettersi in gioco».

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4. Niguarda-Bovisa e dintorni, Bellastoria