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Officina Corvetto Festival: insegnare ai ragazzi a raccontare e a raccontarsi

Spesso ai ragazzi mancano le parole per comunicare. Proponiamo in Corvetto un’officina dove imparare a usare gli strumenti del mestiere dello scrittore e un festival della narrazione da loro ideato e a loro destinato, come occasione per raccontarsi, per sviluppare una propria visione della realtà e per coltivare relazioni costruttive con coetanei e adulti.

 

Qual è la tua storia?

Siamo esperti di teatro, educatori, librai specializzati in editoria per ragazzi, assistenti sociali che vedono negli adolescenti gli adulti di domani. Dietro Officina Corvetto Festival ci sono cinque persone: Paola Fresa, attrice-autrice teatrale e formatrice; Cristina Zeppini, libraia ed educatrice; Francesca Beccalli, assistente sociale e libraia; Mattia Simonetti, educatore e libraio; Raffaella Veronese, bibliotecaria e fotografa. Lavoriamo da anni a vario titolo con gli adolescenti del quartiere Lodi-Corvetto.

 

Come è nata l’idea di Officina Corvetto Festival?

Nella pratica quotidiana delle nostre professioni, abbiamo verificato come l’insegnamento tradizionale della lingua e della letteratura abbia perso efficacia. Il dominio della lingua è uno strumento indispensabile per l’autodeterminazione e per la promozione di sé e di progetti personali. Con la nostra idea vogliamo offrire ai ragazzi una palestra per l’esercizio delle proprie abilità comunicative e un’occasione creativa per esprimere il proprio mondo interiore, la propria visione della realtà.

 

Che cosa vi state portando a casa dal percorso di formazione avanzata?

Nel percorso di formazione avanzata, la nostra idea è passata dalla forma liquida alla forma solida. Le continue sollecitazioni che riceviamo a lezione, i tanti «non so» da risolvere, hanno innescato una sorta di riflessione costante sull’idea e per l’idea. Siamo dentro un processo creativo, siamo deus ex machina e operai in catena di montaggio. Costruiamo il nostro progetto laboratorio dopo laboratorio. Una casa si tira su un mattone alla volta.

 

Che impatto vorreste che Officina Corvetto Festival avesse su Corvetto?

Con le attività previste dal nostro progetto, vorremmo alimentare una riflessione sul quartiere e nuova narrazione del Corvetto che veda protagonisti di questo processo i ragazzi. I nostri obiettivi sono educare a una comunicazione consapevole che migliori le relazioni fra coetanei e con gli adulti; responsabilizzare i ragazzi rispetto a quello che accade nel quartiere, accompagnandoli in un percorso di crescita che li porti a immaginare Corvetto per come la desiderano e ad attivarsi per questo.

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