#giambellinobellastoria #lascuoladeiquartieri

Storia raccolta ed elaborata dalla classe Seconda C - Liceo scientifico G. Marconi di Milano

Insegnare l’inclusione agli studenti del Liceo scientifico G. Marconi

Anna Fazi è professoressa al Liceo scientifico G. Marconi che si trova in via dei Narcisi, nel quartiere Giambellino-Lorenteggio. Abita vicino al carcere di San Vittore e tutte le mattine, in 20 minuti di bicicletta, arriva al lavoro nella scuola che cinque anni fa ha scelto perché la riteneva, e ritiene tuttora, un luogo di inclusione. Vive e osserva il quartiere da una prospettiva lavorativa.

 

Impegno dentro e fuori la scuola

Al liceo Marconi, oltre che insegnare con passione, promuove progetti come “Peer Education”, che mette in rete studenti di diverse età per costruire percorsi di sostegno allo studio tra pari. Inoltre, ogni anno, accompagna gli studenti di quinta al “Treno della memoria”: un viaggio profondo, attraverso i principali campi di concentramento della Shoah europei. In ambito extra-scolastico invece, dedica il suo tempo a Casa della Pace, associazione con sede in Corvetto, che si occupa – tra le altre cose – di gestione e mediazione di conflitti con lo scopo di contrastare la violenza, gestire meglio la comunicazione e il rapporto verso le altre persone.

Insegnare il dialogo per creare un ponte con il quartiere

Gli studenti e le studentesse del liceo Marconi la raccontano come una donna sempre attiva, sia in ambito lavorativo che a livello personale. Ispirata dai principi di integrazione e libertà. Accompagna giovani e meno giovani a costruire e promuovere le proprie opinioni, senza essere condizionati da ciò che li circonda. Come lo fa? Trasmettendo una sensibilità al dialogo e all’incontro con la varietà che si può trovare all’interno di un’istituzione scolastica e abbattendo i muri della scuola per mettere i ragazzi e le ragazze in connessione con il territorio di riferimento della scuola: il quartiere Giambellino-Lorenteggio.

 

La rinascita del Giambellino passa dalla sua voglia di fare

Alla domanda “come definiresti il Giambellino in tre parole?”, Anna Fazi lo definisce un quartiere multiculturale, vivo, pieno di contraddizioni ma soprattutto di storia e di un’affascinante diversità. Diversità che è proprio il punto di forza del quartiere. «La chiave del Giambellino e della sua rinascita si trova nella voglia di fare» ci dice Anna, «nel dare la possibilità ai ragazzi di riscattarsi ed essere attivi socialmente. Questo mantiene il quartiere vivo ed in continua evoluzione sociale». Il riscatto lo immagina a partire da semplici pratiche, come organizzare i bidoni per la raccolta differenziata all’interno delle classi del liceo, per poi uscire dalle mura della scuola e contaminare – a partire dai giovani studenti – un quartiere dove il tema dei rifiuti e della cura dei luoghi è sentito e urgente, ad esempio attraverso incontri di sensibilizzazione. Un altro tema importante è quello di mettere in rete la scuola con il territorio, aprendo alcuni servizi al quartiere: ad esempio la biblioteca scolastica, un ricco patrimonio culturale che potrebbe integrare l’offerta della biblioteca rionale e di altri spazi di interesse culturale e sociale.

Category
2. Giambellino e dintorni, Bellastoria