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Radio Quartiere, come non rinunciare alla compagnia reciproca ai tempi del Covid-19

Come sopravvivere al tempo dilatato e distorto di una Milano in Quarantena, senza l’ossigeno della socialità e della convivialità? La risposta di un gruppo di ragazzi e ragazze che vivono nella zona Nord-Ovest di Milano è stata: «Creiamo una radio!». Così il 10 marzo è nata Radio Quartiere, un nuovo spazio condiviso fatto a misura di amici, che sono anche vicini di casa. Risalendo a ritroso tra i ricordi e le sensazioni, L. torna a quell’8 marzo 2020. L’idea di «fare una radio di zona c’era già. Se ne stava parlando proprio il weekend prima del lockdown». Il famoso giorno in cui “hanno chiuso la Lombardia”, si sono detti che era arrivato il momento di farla per davvero. «Si prospettavano intere giornate chiusi in casa e noi non volevamo rinunciare alla nostra compagnia reciproca».

 

Radio Quartiere, perché e com’è nata?

L’idea della radio è nata perché molti di loro lavorano in ambito musicale e comunque tutti sono appassionati del genere. Ma anche perché condividono un immaginario molto forte. «Per noi oltre che spaziale, il quartiere è una dimensione mentale. Ci vediamo spesso per bere qualcosa insieme, conosciamo i vari negozianti. Ma non ci viviamo e basta, lo viviamo». Per non perdere le abitudini profondamente legate alla zona in cui abitano, per mantenere una relazione nonostante la privazione della quotidianità, per non ridurre la socialità ai social, la radio è sembrato lo strumento migliore. Intima ma ospitale. Discreta ma sempre presente.

Uno spazio alternativo… al virus

Tra i principi guida, oltre alla spontaneità, anche l’omissione dal palinsesto del protagonista assoluto di quei giorni: il virus. Tempestati com’erano di notizie relative all’emergenza, Radio Quartiere è diventata uno spazio alternativo, una valvola di sfogo, un non luogo dove la vita scorreva segregata a causa della pandemia, ma anche a prescindere da quella. «C’è stata la musica da condividere e ascoltare insieme, c’è stato chi ha raccontato la città che rallentava, chi leggeva dei libri, chi faceva ascoltare spezzoni di film, chi mandava registrazioni e chi faceva dj set. Ci sono stati i saluti agli amici che ascoltavano dall’Italia e sparsi per il mondo, i messaggi vocali, le risate, i consigli per cucinare e le informazioni per la sopravvivenza».

 

Progettualità e socialità oltre i social

Inutile cercarla su Facebook o Instagram, perché non si trova. «Non abbiamo condiviso la radio sui social network e abbiamo sviluppato un piccolo metodo per essere bannati da Facebook quando si provava a condividere il link. Il nostro obiettivo non era farci pubblicità o “diventare famosi”. Sapendo che la quarantena ti mette alla prova soprattutto a livello psicologico, abbiamo pensato che ci fosse bisogno di un rifugio dedicato alla progettualità e alla socialità fuori dai social media e dal flusso continuo di notizie legate alla pandemia».

 

Radio Quartiere,:il format è arrivato a Beirut, Berlino, in Palestina e in Tunisia

Nonostante questo la notizia dell’esistenza di Radio Quartiere si è diffusa rapida, viaggiando sulle onde medie del semplice passaparola. «Guardando l’audience ci siamo resi conto che ci ascoltavano da varie parti del mondo». Ma non solo. Anche la piattaforma (https://yamakan.place/) si è proiettata al di là dei confini di Milano e in poco tempo sono nate altre iniziative simili: a Beirut, in Palestina, Tunisia e Berlino. Le Radio Quartiere sono al momento sette, ideate e utilizzate secondo i bisogni delle varie comunità che le hanno create. «info@piamonlus.org. Per quel che ci riguarda, appena ci sarà data la possibilità di rivederci e di riabbracciarci chiuderemo tutto perché non ce ne sarà più bisogno, ma stiamo archiviando tutto in modo che rimanga disponibile anche dopo la fine della quarantena, come un bene comune della Milano in quarantena», raccontavano gli ideatori solo qualche settimana fa. Radio Quartiere ha sospeso le trasmissioni il 18 maggio 2020, ma non è escluso che possa riprendere le trasmissioni se ce ne sarà ancora bisogno.

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5. Milano e altri luoghi, Bellastoria