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STORYbe, il polo di professionisti indipendenti dell’immagine

È attraverso l’arte e la bellezza che crediamo si possa migliorare la vita quotidiana di chi abita in Giambellino. Con StoryBe vorremmo creare un polo di professionisti indipendenti dell’immagine che offrano le loro competenze professionali e, contemporaneamente, dare vita a un “luogo” dove poter sviluppare progetti artistici per il quartiere e assieme ai suoi abitanti.

 

Qual è la vostra storia?

Siamo Luigi Zetti, Marta Diana Tagliabue e Alessandro Tullio. Lavoriamo da tempo con le immagini, siamo illustratori e fotografi e raccontare attraverso ciò che facciamo è sempre stata la nostra passione. Abbiamo sempre lavorato autonomamente, da anni. Pensiamo che la forza, limpatto che può avere unimmagine, a livello comunicativo, sia qualcosa di molto potente. Nei nostri lavori ricerchiamo proprio questo: l’emozione ed il racconto che va oltre la sola descrizione. Nel nostro quartiere (Giambellino-Lorenteggio), sono presenti tante associazioni, con alcune delle quali abbiamo orgogliosamente collaborato. Ad esempio, abbiamo realizzato una serie di illustrazioni pubblicate in un libro molto importante per il nostro quartiere: L’Atlante del Cambiamento.

In un altro caso, abbiamo partecipato ad un live panting allinterno di una festa in quartiere. Infine, abbiamo partecipato alla realizzazione di un documentario e di un libro che raccontavano il nostro quartiere attraverso i racconti degli abitanti. Abbiamo altre idee in cantiere, progetti artistici che vorremmo realizzare direttamente con gli abitanti e non solo. In Giambellino ci siamo nati, cresciuti e anche moltiplicati, per cui sentiamo in prima persona che alcuni vuoti debbano essere colmati. Per noi creare collettività è possibile anche attraverso la cura della bellezza, traendo soddisfazione dallaver concluso un progetto insieme. Un bel progetto.

 

Come è nata l’idea di Storybe?

È un salvagente, raggiunto a fatica e a cui ci siamo aggrappati. Per poi ritrovarci in cerchio, fradici e sbattuti dalle onde, ma con un bel sorriso in faccia. Come tanti altri siamo freelance e portiamo avanti una doppia vita professionale. Con il corpo svolgiamo lavori che ci permettono di sostentarci, ma con la mente siamo lì, a ragionare sulla nostra idea, aspettando una chiamata di lavoro che ci permetta di poter essere professionalmente noi stessi. Questo desiderio di completarci ci ha fatto pensare che potevamo unirci, allargare le competenze, condividere, strutturarci e da “comparse”, diventare un punto di riferimento. Perché non declinare tutto ciò nel nostro quartiere? Nel mondo ci sono tanti esempi di riqualificazione urbana attraverso progetti artistici. Considerando lo stato in cui si trova il nostro quartiere, pensiamo di poterlo fare anche noi. Vogliamo farlo diventare un polo artistico, una fucina di bei progetti.

 

Che cosa vi state portando a casa dal percorso di formazione avanzata?

È una classe mista, mistissima! Puoi avere l’età che hai, provenire da dove ti pare, basta avere in mente un’idea. Solitamente, ti presenti con un tubo pieno di fogli e appunti, segui la lezione e ti becchi i compiti da fare a casa, come a scuola! Grazie alle lezioni, la nostra idea sta mutando, si sta limando e rafforzando laddove è necessario. Ci sono aspetti a cui non avevamo minimamente pensato e informazioni necessarie per portare avanti il progetto che ci mancavano, ad esempio l’aspetto economico e giuridico.

Stiamo approfondendo il più possibile per capire se l’idea sta in piedi e se suscita interesse. Il tutto attraverso test, esercizi, rappresentazioni, logica. Là dove ci muoviamo spinti da entusiasmo e passione, la scuola ci mette dei paletti e ci dà informazioni e strumenti per poter analizzare l’idea con altri occhi, cosa non facile da affrontare, ma necessaria.

 

Che impatto vorreste che Storybe avesse sul Giambellino-Lorenteggio?

Pensiamo che il quartiere e i suoi abitanti possano beneficiare delle nostre competenze nel campo dellimmagine. Vorremmo sviluppare un rapporto commerciale con le realtà professionali più affini alle nostre capacità e curare la comunicazione di tutte quelle realtà che operano nel sociale e offrono servizi alla comunità, dalle più grandi, a quelle che fanno più fatica.

Se con i primi soggetti puntiamo a sviluppare un rapporto commerciale tradizionale, da cui ricavare economie per poter sviluppare progetti artistici in quartiere, per cooperative e associazioni, il nostro lavoro e le nostre competenze contribuirebbero a raccontare chi sono e cosa fanno, facilitando così partecipazione e conoscenza. I vari progetti che vogliamo realizzare in quartiere sono legati da un filo conduttore: raccontare il cambiamento che Giambellino sta ancora una volta vivendo e che vivrà nei prossimi anni, conservandone allo stesso tempo la memoria storica e creando un senso di appartenenza.

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