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ConservaMi: spazio open source dove imparare l’antica pratica della riparazione

A Milano il tempo scorre veloce. Questa iperattività rende difficile il consumo consapevole di un bene e l’incontro con persone lontane dalle proprie realtà. Nella cultura della salvaguardia ambientale è prioritario il recupero di competenze manuali, custodite spesso da cittadini più anziani e di culture straniere, che popolano in gran numero il quartiere Giambellino. ConservaMi è uno spazio open source con attrezzature utili al fai da te e persone capaci di affiancare chiunque voglia imparare l’antica pratica della riparazione. Qualsiasi oggetto, elettrodomestico o mobile può avere più vite. I volontari trasmetteranno tutto il loro know how e, in questo modo, riparando oggetti, risparmiando soldi, ci si arricchisce umanamente attraverso la condivisione. Siamo un team informale con competenze in ambito manageriale e socio-educativo che mira a collaborare con realtà no-profit del territorio, in cerca di forme innovative di consumo e relazione sociale.

 

Qual è la vostra storia?

Siamo Annalisa e Ginevra, due donne e due cittadine attive. Siamo convinte che ciascuno di noi possa fare la differenza per la tutela ambientale e per l’inclusione sociale. Siamo laureate in cooperazione internazionale e scienze della formazione e da sempre svolgiamo attività di volontariato con persone fragili e a stretto contatto con il territorio. Abbiamo scelto di operare in Giambellino per la massiccia presenza di anziani e di stranieri e perché è un quartiere in cambiamento, oggetto del percorso di riqualificazione urbana delle periferie.

 

Come è nata l’idea di ConservaMi?

La nostra idea si ispira al Repair Cafè, luogo simbolo delleconomia circolare nato in nord Europa e che si sta diffondendo in Italia. Ci siamo rese conto di quante cose vadano buttate, cose che possono essere riparate e riutilizzate e avere una nuova vita. Abbiamo così deciso di creare una attrezzeria di quartiere per permettere agli abitanti del Giambellino di avere un luogo fisico in cui effettuare le riparazioni e uno spazio di condivisione.

 

Che cosa vi state portando a casa dal percorso di formazione avanzata?

La Scuola dei Quartieri ci sta insegnando che l’idea non basta, bisogna sapere come metterla in pratica, progettarla e gestirla. Stiamo imparando ad utilizzare il business model canvas, il conto economico e molti altri strumenti per la progettazione e la pianificazione dei servizi. Durante questo percorso e dalle riflessioni fatte durante le lezioni, abbiamo anche modificato la nostra proposta di valore e, in parte, anche la struttura del nostro progetto.

 

Che impatto vorreste che ConservaMi avesse sul Giambellino?

Vogliamo che ConservaMi diventi un luogo di riferimento, una sorta di ProntoPro umano a cui rivolgersi per le proprie riparazioni e che, attraverso queste attività, riesca a promuovere una maggiore inclusione sociale a sensibilizzare maggiormente sui temi dell’economia circolare e della salvaguardia ambientale. Vogliamo che il Giambellino diventi un quartiere modello a cui potersi ispirare per l’attuazione di buone pratiche, da riproporre in altri quartieri.

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2. Giambellino e dintorni, Buonaidea