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Forno condiviso: un punto di incontro in cui si parla la lingua del cibo

Il Corvetto è un quartiere multietnico con forti differenze tra gli abitanti. Il Forno condiviso vuole diventare un punto di incontro in cui si parla la lingua del cibo: davanti a un pezzo di pane, secondo noi, l’integrazione può trovare una strada più facile (e buona). Anna, food writer sempre con le mani in pasta e Laura, che insegna la storia del cibo ai suoi studenti all’università, hanno pensato di aprire uno spazio che sia un anello di congiunzione tra gli abitanti del quartiere, ma anche un luogo di formazione e di riscatto sociale.

 

Qual è la vostra storia?

Siamo Anna Pacchi e Laura Prosperi. Anna si occupa di editoria nel mondo del food, ha due siti di cucina ed è un’appassionata di panificazione. Laura insegna storia dell’alimentazione all’università e si occupa di “food studies”. Vogliamo aprire un forno al Corvetto in cui si possa portare il pane a cuocere, fare corsi e stage di formazione. Un luogo di incontro e di scambio di idee, di conoscenze condivise intergenerazionali e interculturali, il tutto con un interesse speciale per la filiera corta.

 

Come è nata l’idea di Forno Condiviso?

Quando abbiamo saputo di questo bando ci siamo dette: «Ecco, ci siamo». L’idea di un forno condiviso ce lavevamo già in mente da un poe quando abbiamo avuto lopportunità di declinarla in tutti i suoi aspetti, ovvero cibo come linguaggio universale, attenzione per gli ingredienti, condivisione e aggregazione, non ce la siamo fatta sfuggire. Ci piace pensare che il forno possa diventare un punto di aggregazione per il Corvetto e che gli abitanti possano cominciare a dialogare grazie al pane (di tutti).

 

Che cosa vi state portando a casa dal percorso di formazione avanzata?

La formazione avanzata è uno degli elementi che ci ha fatto scegliere questo tipo di bando ed è stata una riscoperta: non si sa mai abbastanza! E poi il gruppo. Quello dei formatori e quello dei partecipanti, una mescola di entusiasmo e professionalità, interesse e coinvolgimento che cresce giorno per giorno. Il lavoro è impegnativo e gli argomenti numerosi, ma la sensazione di fondo è che stiamo facendo questo percorso insieme, supportati nelle scelte e spronati nelle iniziative.

 

Che impatto vorreste che Forno Condiviso avesse su Corvetto?

Ci piacerebbe entrare in punta di piedi in un quartiere che ci voglia accogliere. Ci piacerebbe che dei giovani imparassero un mestiere. Ci piacerebbe che davanti a un pezzo di pane le persone dialogassero. Ci pacerebbe fare un pane buono. Ci piacerebbe che le persone apprezzassero la scelta dei nostri ingredienti. Ci piacerebbe creare una piccola comunità intorno al forno. Ci piacerebbe un giorno sapere che abbiamo fatto la differenza per qualcuno. Ci piace l’idea di provare a fare tutto questo.

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1. Corvetto e dintorni, Buonaidea