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Memorabilia, elaborazione partecipata di un libro memoriale 

Molti anziani che abitano a Milano conducono un’esistenza solitaria e povera di stimoli ricreativi e intellettivi e le loro famiglie difficilmente riescono ad esaudirne il fabbisogno affettivo. In tarda età la solitudine può provocare depressione e demenza. Memorabilia propone l’incontro tra anziani che desiderano raccontare il proprio vissuto e persone capaci di accoglierlo ed elaborarlo in forma narrativa: uno spazio dedicato all’espressione individuale e alla ginnastica cognitiva, che mette capo infine all’elaborazione partecipata di un libro memoriale dal valore sia personale che storico-archivistico.

 

Qual è la vostra storia?

Siamo due umanisti che si sono trovati ad affrontare l’horror vacui del dopo-università. Riccardo è un laureato in Filosofia con la passione per la letteratura, attualmente impegnato nella stesura del suo primo romanzo; Chiara è laureata in Lettere classiche, collabora come critica teatrale alla rivista Stratagemmi, e occasionalmente si esibisce come lettrice per gli ospiti del Pio Albergo Trivulzio.

 

Come è nata l’idea di Memorabilia?

Riccardo: «Ho raccontato a Chiara la triste storia del borsone di scritti del nonno che mio padre, durante il repulisti della cantina, ha gettato via. Chiara è rimasta impressionata dalla storia. Chiara: «Per far fronte a una non insolita crisi di Riccardo durante lennesimo tentativo di stesura dellennesimo romanzo, gli ho proposto di dedicarsi alla raccolta di storie degli anziani, e con la scusa, sotto consiglio di Dynamoscopio, rendere un servizio alla comunità».

 

Che cosa vi state portando a casa dal percorso di formazione avanzata?

L’impianto dell’idea è rimasto sommariamente invariato, ma il percorso di formazione avanzata è stato fondamentale perché ci ha illustrato la complessa stratificazione di cui si compone un servizio; in questo modo abbiamo avuto la possibilità di testare la tenuta del progetto sotto una miriade di aspetti che non avevamo considerato e di prendere decisioni fino a quel momento lasciate in sospeso.

 

Che impatto vorreste che Memorabilia avesse sul quartiere?

L’auspicio è che il progetto intercetti davvero un bisogno sentito sia dagli anziani che dai loro famigliari. Se questo è il caso, quello che ci auguriamo è di saper fare al meglio il nostro lavoro, e di riuscire anzitutto a regalare momenti piacevoli a chi vive in condizioni di fragilità abitativa, e poi, con la confezione del memoriale, di riuscire davvero a produrre un qualcosa, un oggetto fisico duraturo, al cui interno sia condensata la complessità di una vita.

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